Musica di Nistri e Teobaldelli.
Scultura sonora L'ala
dell'angelo (di Michelucci), campane a lastra di ferro,
computer, clarinetto, conchiglia, battenti, archetti per violoncello e
violino.
Esecutori: Emanuele Nistri, Claudio
Teobaldelli e Andrea Dami.
Claudio e Emanuele sono entrati in
uno spazio nuovo per loro, ma in realtà molto antico. Un luogo che ha
visto uomini in cammino da Fiesole a Arezzo; uomini che sudavano nei
campi o all’interno dei mulini; pellegrini che andavano verso Roma;
altri che raccontavano storie. Ieri Venturino continuava a raccontare
storie, le sue, sulla pietra, sia agli amici di Loro Ciuffenna, sia
agli uomini del mondo. Ci ha lasciato segni forti. Segni che hanno
seguito la linea dei crinali, quella del fiume che corre giù nella
gola o degli alberi del bosco. Nel bosco anche Michelucci amava andare
e lì, ci ha detto, ha visto un angelo…
Qui, a Loro Ciuffenna, Emanuele
Nistri e Claudio Teobaldelli hanno trovato i segni di un angelo e
hanno udito la sua voce… Ma l’angelo non parla la nostra lingua
perché il suo linguaggio è oltre la nostra parola… sicuramente
anticipa i nostri pensieri. L’angelo è il punto di congiunzione o
di snodo tra quello che è “sotto”, la parte più oscura che è in
noi, e quello che è “sopra”, il divino, ed è per questo che è
nel solito momento linea circolare e quadrata, ricorda Andrea Dami,
autore dell’opera, davanti alle finestre dello studio di Venturino
Venturi. Ecco perché noi non possiamo vederlo, ma possiamo sentire i
“colori” della sua voce, dice Emanuele, come vibrazioni
dell’anima, come timbri che andranno a risuonare nell’interiorità
di ognuno di noi... e così L'ala, la
scultura sonora di Andrea, ha “parlato” in questo giorno di
primavera.
Lucia Fiaschi, curatrice e
direttore della Casa Studio Venturino Venturi, sotto un cielo ora
plumbeo, ora meno grigio e minaccioso, come in quasi tutta l'Italia,
ha presentato questo lavoro eseguito a più mani e che unisce
linguaggi espressivi diversi come la scultura e la musica, ma alcune
volte succede l'imprevedibile... la pioggerellina ha cessato
improvvisamente di cadere, un solitario gabbiano ha solcato il cielo
seguendo il corso del fiume Ciuffenna, quando un suono antico, come
quello della primordiale conchiglia, ha invaso tutto lo spazio per
"volare" nella valle... mentre i tre esecutori, toccando,
strusciando, colpendo la scultura-strumento, hanno fatto uscire suoni
che con i loro colori ci hanno diretto verso dimensioni “altre”. I
tre artisti hanno saputo sollecitare quel segno aereo dell’ala
dell’angelo che esce da quella piccolissima capanna-tamburo,
con la meraviglia dell’eterno gioco della scoperta.
Richiami arcaici e profondi hanno
risuonato tra il verde dei monti e il sottostante fiume per parlare
alla parte più nascosta del nostro essere, per farci riscoprire la
realtà che talvolta è soffocata dalle nostre piccole certezze, come
ci aveva avvertito Emanuele, che ha prodotto la musica elettronica e
concreta come tappeto sonoro per avviare il dialogo tra noi e L’ala
dell’angelo, mentre il clarinetto di Claudio
Teobaldelli ha interagito, grazie all’impasto caldo e vibrante del
proprio timbro, ora melodicamente, appoggiando le sonorità della
scultura, ora in contrappunto con essa. Insomma L’ala
dell’angelo ha fatto risuonare intorno a noi suoni
archetipi permettendo alla nostra essenza di espandersi tra il fiume e
il crinale dei monti, davanti alle opere di Venturino, in una stupenda
giornata di primavera.
Casa Studio Venturino Venturi,
Loro Ciuffenna,
maggio 2008,
in occasione di
AMICO MUSEO
visite di primavera
a cura della Regione Toscana,
della Provincia di Arezzo
e del Comune di Loro Ciuffenna.
La presente pagina è stata
gentilmente offerta da
www.liumonamour.net